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Posts Tagged ‘Andrea Giannasi la via del volto santo Gal Garfagnana Il Giornale di Castelnuovo’

di Andrea Giannasi

Porta Santa Maria appare ai pellegrini appena superati i palazzi fuori Borgo Giannotti. L’ultimo tratto da Valdottavo è stato faticoso e lungo. Tutta pianura; e l’attesa di giungere era trepidazione che faceva bruciare altre energie.
Poi la Madonna e l’arrivo in città sulle lastre di pietra serena e lungo Fillungo per correre vicino a San Frediano, poi San Michele, San Giovanni e finalmente San Martino. Lucca e le sue cento chiese si aprono come un ventaglio ai camminanti.
La festa si vive, si sente, è palpabile negli ultimi lavori per preparare la luminaria. Ovunque c’è movimento e alle finestre i drappi purpurei cadono a cercare una benedizione dal lungo corteo che a sera passerà per le vie maggiori.
La cattedrale è maestosa, furente nel suo marmo bianco e il suo campanile slanciato. Ovunque sulla facciata volti, animali feroci accolgono i primi sguardi, prima di giungere al portone di sinistra di San Martino. Su questo due piccole finestrelle costruite proprio per permettere ai pellegrini e ai fedeli di poter vedere sempre il Crocifisso del Volto Santo e così anche noi ci pieghiamo e scorgiamo, attraverso un minuscolo forellino, il volto moro del Cristo.
La trepidazione scende e giunge una stanchezza appagante dolce. Le ultime fotografie, il percorso del labirinto e via verso l’ostello di San Frediano per prepararsi all’arrivo di altri pellegrini, al rito della benedizione, del timbro sulla carta personale e poi all’unione con la processione che quest’anno dedica spazio proprio ai nostri pellegrini.
Si rinnova così da secoli il giungere a Lucca dei pellegrini in viaggio verso il Volto Santo.
Al prossimo anno.

 

 

 

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Ecco alcune fotografie dei pellegrini della Via del Volto Santo 2008.

I pellegrini alla partenza

I pellegrini alla partenza

A raccolta alla stazione in alta Garfagnana

A raccolta alla stazione in alta Garfagnana

I pellegrini hanno trovato ospitalità

I pellegrini hanno trovato ospitalità

In cammino

In cammino

Si traccia la strada con il GPS

Si traccia la strada con il GPS

Al lago di Pontecosi

Al lago di Pontecosi

Il timbro sul libretto del pellegrino

Il timbro sul libretto del pellegrino

Sulla strada

Sulla strada

Alle Verrucole

Alle Verrucole

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di Andrea Giannasi

Ogni passo si trascina dietro il segno millenario di stirpi di romei diretti a San Pietro per il pellegrinaggio della vita. La Francigena era una selva di strade, viuzze, sentieri, spesso paralleli, confusi, uniti e scissi dallo scorrere del tempo. Un fiume di passione e fede che passava da Lucca sostando nel grande convento al passo di Tea (alta Garfagnana), oppure al convento della Sambuca, o quello di Castelnuovo e poi Barga, Gallicano, Borgo a Mozzano. Sono molti i luoghi che la storia ricorda come ospizi dove i pellegrini trovavano conforto e preghiera. E come dimenticare San Pellegrino con la sua maestosa struttura che ancora oggi domina il passo che divide l’Emilia con la Garfagnana. Ma non solo.
I segni di grandi passaggi sono dettati anche dai mercati sorti nel tempo. E quelli di Piazza al Serchio e quello soprattutto di Castelnuvo di Garfagnana che da secoli si svolge al giovedì, furono e sono momenti di unione dei valligiani e di scambi di rapporti e prodotti con mercanti provenienti dalla Lunigiana e da Lucca.

La terra, anticamente detta Caferonia, che fu dei Liguri Apuani, nei secoli è stata sempre luogo di passaggio di pellegrini ed eserciti, che hanno portato fede e spogliato le campagne, come solo possono fare dei mercenari in guerra. I romani del console Quinto Marcio, i Longobardi e le truppe della Contessa Matilde di Canossa, i pisani, i fiorentini, i lucchesi, gli estensi, gli spagnoli diretti a Siena, i francesi di Napoleone, e tutte le orde della seconda guerra mondiale, hanno sempre usato il corso del Serchio come via secondaria, protetta, alternativa, a quella della costa troppo esposta ai malanni delle paludi e agli attacchi dei pirati.

Così è nata la Via del Volto Santo attraverso la Garfagnana e i mille paesi che a sera sembrano un presepio, sempre illuminato di vita. Lucca è vicina così come San Martino e la fede; così come quando un tempo dai paesi della valle si portavano i ceri in San Frediano e il 13 e il 14 settembre si rinnovava la festa. La festa del Volto Santo sulla Via del Volto Santo.

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di Andrea Giannasi

Partivano con il sorgere del sole, tra le nebbie delle valli fiamminghe, dalle distese irlandesi, dai villaggi francesi, dalla marca iberica non ancora soggetta ai mori, e seguendo le pietre miliari si trasformavano in pellegrini destinati a Roma. Uomini e donne che intraprendevano per una volta nella vita il viaggio periglioso e penitenziale verso la casa di Pietro.
Se erano diretti a Roma, si chiamavano “romei” e al ritorno ostentavano le sacre immagini di Pietro e Paolo; se andavano in Terra Santa, prendevano il nome di “parmiere” e al ritorno si fregiavano della palma; se raggiungevano il santuario di San Jacopo a Compostella si chiamavano “pellegrini” e al ritorno mostravano la conchiglia.
E questo ormai è ormai il simbolo del pellegrino: la conchiglia con la quale bere che dimostra la vicinanza con la semplicità e quanto Dio ha creato sulla terra.
I pellegrini viaggiavano per chilometri in gruppi o da soli con indosso un mantello corto (chiamato pellegrina spesso di stoffa povera e rozza); un cappello a tese larghe per la pioggia battente o il sole a picco, detto petaso; una piccola bisaccia a tracolla e un bastone lungo chiamato bordone.
Raggiungevano gli ‘spedali o gli Ospizi dove li attendevano strutture sorte proprio a protezione del cammino e dei viandanti.
Mangiavano poco e spesso digiunavano proprio per meglio predisporre il corpo e l’animo all’arrivo a Roma. E lungo il percorso che partiva dalle terre degli Angli e dei Sassoni si trovavano santuari o chiese che custodiva reliquie e segni della fede in Cristo. Questo lungo cammino oggi porta il nome di “Via Francigena”.

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