di Andrea Giannasi
Porta Santa Maria appare ai pellegrini appena superati i palazzi fuori Borgo Giannotti. L’ultimo tratto da Valdottavo è stato faticoso e lungo. Tutta pianura; e l’attesa di giungere era trepidazione che faceva bruciare altre energie.
Poi la Madonna e l’arrivo in città sulle lastre di pietra serena e lungo Fillungo per correre vicino a San Frediano, poi San Michele, San Giovanni e finalmente San Martino. Lucca e le sue cento chiese si aprono come un ventaglio ai camminanti.
La festa si vive, si sente, è palpabile negli ultimi lavori per preparare la luminaria. Ovunque c’è movimento e alle finestre i drappi purpurei cadono a cercare una benedizione dal lungo corteo che a sera passerà per le vie maggiori.
La cattedrale è maestosa, furente nel suo marmo bianco e il suo campanile slanciato. Ovunque sulla facciata volti, animali feroci accolgono i primi sguardi, prima di giungere al portone di sinistra di San Martino. Su questo due piccole finestrelle costruite proprio per permettere ai pellegrini e ai fedeli di poter vedere sempre il Crocifisso del Volto Santo e così anche noi ci pieghiamo e scorgiamo, attraverso un minuscolo forellino, il volto moro del Cristo.
La trepidazione scende e giunge una stanchezza appagante dolce. Le ultime fotografie, il percorso del labirinto e via verso l’ostello di San Frediano per prepararsi all’arrivo di altri pellegrini, al rito della benedizione, del timbro sulla carta personale e poi all’unione con la processione che quest’anno dedica spazio proprio ai nostri pellegrini.
Si rinnova così da secoli il giungere a Lucca dei pellegrini in viaggio verso il Volto Santo.
Al prossimo anno.








